{"id":216,"date":"2018-09-12T14:07:46","date_gmt":"2018-09-12T13:07:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.bandacittadelpalio.it\/blog\/?page_id=216"},"modified":"2018-09-12T14:12:31","modified_gmt":"2018-09-12T13:12:31","slug":"la-banda-comunale-dopo-lunita-ditalia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.bandacittadelpalio.it\/blog\/storia\/la-banda-comunale-dopo-lunita-ditalia\/","title":{"rendered":"La banda comunale dopo l\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia"},"content":{"rendered":"<p>Dopo aver lavorato nelle varie province senesi, nel 1879 a Siena si stabil\u00ec, acclamato dai cittadini, Pietro Formichi, noto a tutti noi per aver composto la ben nota\u00a0<em>Marcia Del Palio<\/em>.<\/p>\n<p>Nel 1895, gli succedeva, alla direzione della banda comunale, l\u2019insigne violinista Rinaldo Franci, ma la secolare istituzione era ormai prossima alla fine come banda del comune di Siena. Nel 1896 infatti, abbandon\u00f2 la balsana che portava da oltre otto secoli.<\/p>\n<p>Nel solito anno, si inaugur\u00f2 il monumento a Garibaldi e la banda non poteva tacere, non poteva non festeggiare assieme al popolo e fu cos\u00ec, che i vecchi musicisti della banda soppressa, senza uniforme e senza un nome, si riunirono per l\u2019occasione suscitando un grande entusiasmo tra i cittadini.<\/p>\n<p>Dopo questa manifestazione la banda tacque per due anni, fino al 1898, quando furono richiamati i vecchi musicisti per riorganizzarla, grazie all\u2019iniziativa di Pietro De Rossi.<\/p>\n<p>Pian piano, con enormi difficolt\u00e0 economiche la banda ricominci\u00f2 la sua attivit\u00e0. I musicisti non avevano nessuna risorsa finanziaria, non avevano una sede, non avevano nemmeno i leggii e tanto meno gli spartiti.<\/p>\n<p>Alla direzione della \u201cNuova Banda Musicale Senese\u201d sal\u00ec Salvatore Giaretta, che senza retribuzione mise a disposizione la sua opera e la sua libreria personale.<\/p>\n<p>Il 29 Giugno 1898, la banda fece la sua prima comparsa in pubblico, da l\u00ec, il comune di Siena e i vari comitati cittadini, ricorsero pi\u00f9 volte all\u2019intervento della nuova banda cos\u00ec che essa pot\u00e9 comprare musica e leggii per riprendere a pieno la sua attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Nel 1904 Mario Mascagni ne assunse la direzione; insieme a lui parteciparono al concorso bandistico toscano riuscendo a vincere il primo premio.<\/p>\n<p>In occasione dei festeggiamenti per la medaglia d\u2019oro ricevuta con questo concorso, Pietro Mascagni, suo cugino, fu dichiarato presidente onorario di questa associazione ed egli, acconsent\u00ec di far portare alla banda il suo nome.<\/p>\n<p>Purtroppo verso gli anni venti, la situazione finanziaria della banda cittadina peggiorarono sensibilmente tanto che non si potevano nemmeno pi\u00f9 pagare i gettoni di presenza ai musicanti che pian piano, per questo motivo, si stavano allontanando dal complesso. Tutto questo portava la banda a non poter assicurare dei livelli dignitosi sia nei concerti che nei raduni, fu cos\u00ec che alla fine del 1936, dopo aver assolto tutti gli impegni presi, si arriv\u00f2 alla decisione di chiudere i battenti.<\/p>\n<blockquote><p>\u201cSe poi la citt\u00e0 vorr\u00e0 mantenere la sua banda, intervengano le autorit\u00e0 con provvedimenti adeguati. E soprattutto \u2013 si conclude nel verbale dell\u2019assemblea dell\u201911 Ottobre di quell\u2019anno \u2013 ci si decida a riunificare tutte le bande della citt\u00e0 in un unico complesso dignitoso\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>I soldi si trovarono, tanto che nel 1941 l\u2019organico era composto da 72 persone.<\/p>\n<p>Il repertorio in questo periodo, interpretato dal maestro Ugo Mattii, si spogliava dei brani di gusto popolare, andando a privilegiare compositori come Verdi, Cimarosa, Rossini, relegando le classiche marcette in secondo piano.<\/p>\n<p>A questo punto, ad intralciare il cammino di questa banda secolare, si posero gli avvenimenti che sconvolsero il mondo intero.<\/p>\n<p>I musicisti iniziarono a partire per il fronte lasciando dei significativi vuoti fra i leggii.<\/p>\n<p>La banda, se pur con enormi difficolt\u00e0, continuava la sua attivit\u00e0, cercava di risollevare il morale di feriti e soldati e tentava di farlo con compostezza.<\/p>\n<p>I migliori elementi erano ormai partiti per la guerra e in questa situazione si faticava addirittura a trovare un maestro; la decisione da prendere rimaneva solo quella di sospendere i concerti, mantenendo per\u00f2 l\u2019apertura della scuola.<\/p>\n<p>A guerra non ancora finita, ma gi\u00e0 allontanatasi la bufera da Siena, la banda cerc\u00f2 di riprendere la sua attivit\u00e0. Questa volta, un altro problema minacciava la sua esistenza: adesso rischiava lo sfratto dai locali di Provenzano nei quali si era trasferita. Poich\u00e9 per\u00f2, la stanza destinata alle prove, era stata data in utilizzo a dei musicanti sinistrati dai bombardamenti, riuscirono a mantenere la loro sede, grazie alla legge che prevedeva che gli sfollati non potessero essere cacciati dai loro alloggi temporanei.<\/p>\n<p>Oltre allo sfratto, un altro problema che affliggeva l\u2019istituzione era quello del \u201cmateriale\u201d umano. Alcuni musicisti erano dispersi, altri avevano ben altri problemi a cui pensare invece di suonare&#8230;<\/p>\n<p>Si trattava di cercare di nuovo tutti i musicisti, uno per uno! A questo pens\u00f2 Rovello Banducci, chiusdinese di origine, ma senese adottivo, naturalizzato ocaiolo, tra l\u2019altro compositore degli inni dell\u2019Oca e della Tartuca. Egli, divenuto capobanda, form\u00f2 nuovamente l\u2019organico e serv\u00ec il complesso musicale, ricoprendo varie mansioni, fino al 1972, quando pass\u00f2 il testimone a Italo Peccianti, altra figura di notevole importanza per la banda senese, che si impegn\u00f2 nella formazione di generazioni di giovani che si avvicinavano alla musica.<\/p>\n<p>Gli anni cinquanta furono caratterizzati da una serie di convegni bandistici che fecero conoscere ed apprezzare il complesso senese in varie parti d\u2019Italia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo aver lavorato nelle varie province senesi, nel 1879 a Siena si stabil\u00ec, acclamato dai cittadini, Pietro Formichi, noto a tutti noi per aver composto la ben nota\u00a0Marcia Del Palio. Nel 1895, gli succedeva, alla direzione della banda comunale, l\u2019insigne violinista Rinaldo Franci, ma la secolare istituzione era ormai prossima alla fine come banda del comune di Siena. Nel 1896<\/p>\n<p><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.bandacittadelpalio.it\/blog\/storia\/la-banda-comunale-dopo-lunita-ditalia\/\">Read More<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":0,"parent":194,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"sharing_disabled":false,"spay_email":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.bandacittadelpalio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/216"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.bandacittadelpalio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.bandacittadelpalio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bandacittadelpalio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bandacittadelpalio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=216"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.bandacittadelpalio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/216\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":217,"href":"https:\/\/www.bandacittadelpalio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/216\/revisions\/217"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bandacittadelpalio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/194"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.bandacittadelpalio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=216"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}