{"id":209,"date":"2018-09-12T14:03:55","date_gmt":"2018-09-12T13:03:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.bandacittadelpalio.it\/blog\/?page_id=209"},"modified":"2018-09-12T14:03:55","modified_gmt":"2018-09-12T13:03:55","slug":"le-origini","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.bandacittadelpalio.it\/blog\/storia\/le-origini\/","title":{"rendered":"Le origini"},"content":{"rendered":"<p>Le prime testimonianze di un gruppo di suonatori al servizio del comune di Siena, risalgono addirittura al Duecento. Essi venivano chiamati a svolgere varie mansioni di tipo civile e militare, sia pubbliche che private. Accompagnavano la Signoria quando usciva in forma ufficiale, suonavano durante i sui pasti, prima e dopo le adunanze e per ricevere qualche personaggio arrivato in visita nella citt\u00e0.<\/p>\n<p>In cambio dei loro servizi, il comune retribuiva i suoi suonatori\u00a0 con un salario mensile, vitto, alloggio e vestiario. Fino alla met\u00e0 del 1200 gli unici strumenti presenti in questo gruppo musicale, erano cembali e tamburi. I primi andarono scomparendo con l\u2019introduzione, dal 1257, dei\u00a0<em>tubatores<\/em>\u00a0(i suonatori di strumenti a fiato); mentre i tamburi riuscirono ad integrarsi benissimo anche nel nuovo insieme.<\/p>\n<p>La variet\u00e0 degli strumenti impiegati continuava a crescere, fino ad arrivare all\u2019inizio del 1300, quando l\u2019organico musicale era costituito da:\u00a0<em>tuba<\/em>\u00a0(che serviva per gli squilli di ordinanza),\u00a0<em>trombetta<\/em>\u00a0(simile all\u2019odierna),\u00a0<em>cialamella<\/em>\u00a0(dalla quale sarebbero derivati il clarinetto e l\u2019oboe) e\u00a0<em>nacchere<\/em>\u00a0(che corrispondevano a due timpani coperti da una membrana). Per molto tempo, tutti questi strumenti vennero forniti alla Signoria dagli orafi senesi che divennero i forgiatori ufficiali.<\/p>\n<p>I Governatori della Repubblica di Siena curavano il buon andamento della loro istituzione musicale, ma questo non bast\u00f2 ad evitarne un profondo deperimento, causato dalla enorme crisi sociale ed economica che stava attraversando alla met\u00e0 del 1300 tutta la penisola. Proprio durante questo secolo per\u00f2, si diffusero dalla Germania altri tipi di strumenti a fiato: zufoli, cornetti, bombarde e tromboni, designati con il nome generico di\u00a0<em>pifferi<\/em>, dei quali, nella nostra citt\u00e0, troviamo per la prima volta testimonianza in un documento del 1382. \u00c8 in questo momento che il \u201cconcerto\u201d (la banda), cominci\u00f2 a risollevarsi e ritrovare il suo antico splendore.<\/p>\n<p>Negli anni, l\u2019importanza di quest\u2019istituzione era cresciuta in modo considerevole, tanto che, fin dall\u2019inizio del 1500 si sent\u00ec il bisogno di istituire una scuola di musica, che sarebbe servita per preparare in modo appropriato i futuri suonatori, i quali, per entrare a far parte del \u201cconcerto\u201d, dovevano sostenere una prova d\u2019abilit\u00e0 davanti al supremo concistoro.<\/p>\n<p>Alla direzione del \u201cconcerto\u201d di Siena, si alternarono musicisti di fama nazionale, fino ad arrivare a Giuseppe Salulini, con il quale il complesso strumentale raggiunse i pi\u00f9 alti livelli, tanto da essere reputato uno dei migliori della penisola. Nonostante questo, il Gran Duca di Toscana, nel 1785, ne ordinava la soppressione per una riforma economica. In realt\u00e0 per\u00f2, la completa eliminazione non \u00e8 da considerarsi avvenuta, visto che, secondo le norme dettate dalla riforma, la fine del concerto doveva avvenire solo dopo la morte dei suonatori che ne facevano parte.<\/p>\n<p>La seconda met\u00e0 del 1700, fu il periodo del risveglio. Il concerto si riforma e si fa anche pi\u00f9 numeroso. Nel 1792, infatti, fu totalmente modificato: oltre ai cornetti e ai tromboni, si facevano spazio il clarinetto, l\u2019oboe, il fagotto e il corno da caccia; in pi\u00f9, qualche anno dopo, ottenne la concessione di portare la divisa del reggimento parmigiano di stanza a Siena.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le prime testimonianze di un gruppo di suonatori al servizio del comune di Siena, risalgono addirittura al Duecento. 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